Le Lettere

Teatro trumpiano

Trump manda una terza portaerei nel Mar Rosso e altri 10.000 soldati. Dice che dopo le elezioni di midterm vuole “annullare” l’Iran.
Flavio Bernabei
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Gentile lettore, Trump le spara grosse e più combina disastri, più sono grosse: in ciò è assistito da testate come Fox News e Wall Street Journal, che è ormai una gazzetta della Casa Bianca. La realtà è molto diversa. Al momento le flotte che erano nel Mar Rosso si sono allontanate di mille km per paura di essere colpite dai missili iraniani, dato che scarseggiano gli intercettori (Patriot e altri). L’intero gruppo navale conta una sola portaerei, perché dopo mesi in mare le navi hanno bisogno di rimessaggio e turnazione degli equipaggi. Secondo John Mearsheimer, il celebre esperto di geopolitica e questioni militari, è quasi impossibile che gli Usa possano mantenere in zona più di due portaerei: sarebbe insostenibile a lungo andare, anche perché le basi americane nel Golfo sono state devastate dall’Iran e la flotta può contare solo sul retroterra della lontanissima Diego Garcia, a 3.500 km. Quanto ai nuovi 10.000 militari, è un bluff. Mearsheimer ha fatto i conti: dei 50.000 uomini già in zona, solo 5.000 sono corpi d’assalto (marines o fucilieri), gli altri sono marinai addetti al funzionamento delle navi e alla logistica. E nel nuovo contingente di 10.000 uomini, solo 2.500 sono truppe d’assalto. In totale quindi Trump avrebbe 7.500 assaltatori per l’invasione. È un numero che non basterebbe a invadere la semideserta Groenlandia, si figuri la roccaforte iraniana irta di missili, piena di montagne e con 90 milioni di abitanti. È puro teatro trumpiano.