Nella battaglia per delegittimare l’ex procuratore di Palermo, ora senatore 5S, Roberto Scarpinato, la maggioranza di centrodestra si è ritrovata per le mani un’arma inaspettata.
La giunta esecutiva dell’Anm di Caltanissetta ha diffuso un documento che Fratelli d’Italia ha subito usato contro l’ex magistrato. Nel mirino dei giudici siciliani ci sono le parole con cui Scarpinato aveva reagito al decreto del Gip nisseno Santi Bologna del 3 ottobre scorso, col quale era stato archiviato il filone mafia-appalti sulle stragi del ’92. Bologna aveva anche parlato di “attività depistante” di Scarpinato nei confronti dell’ex collega Gioacchino Natoli.
I meloniani tornano all’assalto di Scarpinato
Per i commissari meloniani dell’Antimafia è “una condanna senza appello”: il senatore del M5s sarebbe “totalmente isolato e sconfessato dalla sua stessa magistratura”. FdI cita la frase su una magistratura descritta come “strumento consapevole di un sistema di poteri” e la definisce “un attacco frontale” all’autonomia delle toghe. La conclusione è quella di sempre: Scarpinato deve lasciare la commissione Antimafia.
La destra si agita, ma il silenzio della giunta Anm vale più di mille parole
Anche le correnti di destra dei togati, Magistratura indipendente e Unicost hanno espresso solidarietà al gip Bologna e al Csm alcuni gruppi hanno chiesto di aprire pratiche a tutela del giudice. Un movimentismo (tutto di destra) che si scontra però con il silenzio tombale della giunta centrale dell’Anm. Un silenzio che suona molto come una presa di distanza dalle posizioni siciliane.
Scarpinato da parte sua, non arretra. E anche ieri è tornato ad attaccare la maggioranza che “pratica da tempo un bullismo politico nei miei confronti” e che ora strumentalizza “quanto scritto da un gip” per “tapparmi la bocca”. La pista mafia-appalti, sostiene, “è finita in un decreto di archiviazione perché non ha portato a nulla, nemmeno all’incriminazione di un solo soggetto”. Le stragi, per lui, furono fatte “anche da pezzi deviati dello Stato e della politica”. E chiude: “Io non mi sono fatto intimidire da Riina, ministri, capi dei servizi segreti e dovrei farmi intimidire da questa pessima politica?”.
Ennesimo scontro Conte-Donzelli
Ma lo scontro ieri è tornato anche alla Camera, durante le dichiarazioni di voto sulla Legge elettorale. Giuseppe Conte ha mostrato una foto di Scarpinato “con Falcone al lavoro e con Borsellino”. Poi altre due: Andrea Delmastro “avvinghiato a Caroccia, prestanome di un clan camorristico”, e la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo accanto a Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva per la strage di Bologna. “Noi da che parte stare lo abbiamo scelto da tempo”, ha detto il leader M5s.
Dai banchi di FdI ha risposto Giovanni Donzelli: “Presidente Conte, ha mostrato la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino. Bene, anche nei dipinti dell’Ultima Cena Giuda è accanto a Gesù”…