Midterm, Trump sempre più in difficoltà. Secondo il Financial Times la popolarità è ai minimi e crolla anche tra gli elettori repubblicani

Midterm, Trump sempre più in difficoltà. Secondo il Financial Times la popolarità è ai minimi e crolla anche tra gli elettori repubblicani

Midterm, Trump sempre più in difficoltà. Secondo il Financial Times la popolarità è ai minimi e crolla anche tra gli elettori repubblicani

Con le elezioni di midterm ormai dietro l’angolo, Donald Trump continua ad arrancare nei sondaggi. A certificare le difficoltà del presidente degli Stati Uniti è l’ultimo sondaggio del Financial Times, realizzato in collaborazione con Focaldata. Trump, desideroso di risalire la china, ha criticato pesantemente l’Ucraina di Volodymyr Zelensky e, nel frattempo, ha stretto un accordo sul gasolio con Vladimir Putin, nel tentativo di abbassare i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti.

Dati alla mano, il gradimento complessivo del presidente degli Stati Uniti resta fermo al 34%. Per quanto riguarda l’economia, che il tycoon descrive come particolarmente florida sotto la sua presidenza, e il mercato del lavoro, soltanto un quarto degli elettori approva la sua gestione economica. Non va meglio sul fronte dell’inflazione, la cui gestione viene giudicata positivamente da appena un quinto degli intervistati.

Oltre due terzi degli intervistati ritengono che l’economia americana stia andando nella direzione sbagliata. Come se non bastasse, il 45% degli elettori sostiene che Trump stia rendendo più difficile la vittoria dei candidati repubblicani alle elezioni di novembre, finendo così per rappresentare un possibile boomerang per il suo stesso partito.

Sul fronte opposto, i democratici, sempre secondo il Financial Times, godono di un vantaggio di oltre cinque punti percentuali nelle intenzioni di voto. Come riporta anche il Cook Political Report, le stime aggiornate indicano che il partito potrebbe conquistare tra 9 e 19 seggi aggiuntivi alla Camera dei rappresentanti.

Midterm, Trump sempre più in difficoltà

I dati delineano dunque uno scenario difficile per i repubblicani in vista delle prossime elezioni di midterm. Come riferisce anche l’ANSA, la popolarità del presidente degli Stati Uniti è in calo persino tra una parte dei suoi sostenitori. Le rilevazioni più recenti indicano infatti che il 70% degli elettori che lo hanno votato nel 2024 approva ancora il suo operato, contro l’80% registrato a maggio. Si tratta di una flessione di dieci punti percentuali in pochi mesi, che segnala un indebolimento del sostegno a Trump anche tra chi lo aveva portato alla Casa Bianca.

Nonostante questi dati, l’80% degli intervistati dichiara di voler votare per il candidato repubblicano nel proprio collegio. Il sondaggio registra inoltre una crescente insoddisfazione per la gestione del conflitto con l’Iran, approvata da meno di un quarto degli elettori, con un calo di oltre sette punti percentuali rispetto a maggio. Quasi due terzi degli intervistati vorrebbero che Washington raggiungesse un accordo il prima possibile, anziché proseguire la guerra nel tentativo di ottenere condizioni più favorevoli.

Il sondaggio del Financial Times: la popolarità del tycoon è ai minimi pure tra gli elettori repubblicani

Il sondaggio del Financial Times è stato condotto online tra il 2 e il 4 ottobre su un campione di 2.275 elettori registrati, con un margine di errore di 2,5 punti percentuali. Per il prestigioso quotidiano britannico, i risultati evidenziano un gradimento complessivo “ostinatamente basso” e indicano che “Donald Trump sta esaurendo il tempo a disposizione per risollevare i suoi deludenti indici di gradimento” prima delle elezioni di metà mandato.

Il quotidiano sottolinea inoltre che il risultato dei repubblicani “potrebbe dipendere dalla capacità degli elettori di Trump insoddisfatti e degli indipendenti di distinguere il proprio giudizio sul presidente dal sostegno al suo partito”.

Tra gli altri elementi emersi dal sondaggio, circa due terzi degli intervistati si dichiarano favorevoli a norme federali vincolanti per le aziende che sviluppano intelligenza artificiale e a un ritmo di sviluppo più prudente. Queste posizioni si discostano dall’approccio di Trump, orientato a privilegiare garanzie volontarie e un’innovazione rapida. Il Financial Times ricorda inoltre che a settembre l’economia americana ha creato appena 29.000 posti di lavoro, un dato nettamente inferiore alle aspettative degli economisti, che solleva interrogativi sulla tenuta del mercato del lavoro.