Giuseppe Conte è lo sfidante che può maggiormente impensierire Giorgia Meloni, almeno stando ai sondaggi. In particolare, la rilevazione dell’Istituto Piepoli per Omnibus, trasmissione di La7, evidenzia che in un’eventuale sfida a due è il leader dei 5 Stelle che riesce ad avvicinarsi di più ai consensi della presidente del Consiglio. Più indietro, con anche un scarso grado di fiducia tra gli elettori, Elly Schlein.
Il sondaggio ipotizza una sfida a due, come se si trattasse di un ballottaggio tra i candidati premier, che comunque non è previsto dalla legge elettorale. Resta però la necessità di indicare il nome di un leader per la coalizione, come previsto proprio dalla riforma del voto di recente approvata dal Parlamento. C’è poi un altro dato importante: nonostante i consensi personali di Meloni, il campo largo resta in vantaggio rispetto al centrodestra.
Sondaggi elettorali, chi è il leader più competitivo del campo largo contro Meloni
Il primo confronto è quello tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein: la favorita sarebbe la presidente del Consiglio, scelta dal 56% degli elettori contro il 44% della segretaria del Pd. Meloni fa quasi il pieno di voti nel centrodestra (94%) ma raccoglie anche il 12% dei consensi nel centrosinistra e ben il 22% tra gli elettori M5s. Infine, Meloni ha il 77% dei voti dell’elettorato di Futuro Nazionale.
Il vantaggio della presidente del Consiglio si riduce nella sfida con Giuseppe Conte: in questo caso siamo al 52% contro il 48% del leader pentastellato. Meloni farebbe ancora il pieno di voti nel centrodestra (91%) e otterrebbe il 16% nel centrosinistra, ma la sua percentuale scenderebbe, rispetto alla sfida con Schlein, tra gli elettori dei 5 Stelle (solo 4%) e di Futuro Nazionale (al 65% contro un buon 35% di Conte). La certezza è che l’elettorato 5 Stelle garantirebbe più fedeltà in caso di candidatura di Conte e non di Schlein.
Ci sono poi altre ipotesi, come una sfida tra Meloni e Roberto Gualtieri: in questo caso il vantaggio della presidente del Consiglio sarebbe più ampio (58% a 42%), grazie anche a un buon numero di voti raccolti sia tra gli elettori di centrosinistra che dei 5 Stelle (in entrambi i casi con Meloni al 24%).
Si va poi a esaminare il dato della fiducia nei diversi leader del centrosinistra. Per Schlein il bilancio è negativo: tra poco (24%) e per nulla (37%) si ha un 61% di pareri negativi, contro soltanto il 26% di giudizi positivi. La fiducia in Schlein è più alta, ma non altissima, tra gli elettori del Pd (74%) e meno tra quelli di M5s (46%) e Avs (42%).
Va leggermente meglio a Conte, che raccoglie il 25% di poca fiducia e il 33% per nulla, per un totale del 58% di giudizi negativi. Giudizio positivo, invece, dal 32% complessivo dell’elettorato. La sua fiducia è molto alta tra gli elettori dei 5 Stelle (85%) e meno tra quelli di Avs (50%) e soprattutto Pd (41%).
Il campo largo resta in vantaggio sul centrodestra
Nonostante tutto, comunque, il campo largo continua a restare in vantaggio sul centrodestra: il fronte progressista è stimato al 43,5% dei voti contro il 42% dell’attuale coalizione di governo. Tra i partiti, come evidenziato da tutti i sondaggi, resta in testa Fratelli d’Italia stabile con il 27,5%, mentre il Pd è secondo ma in netto calo al 20%. Stabili gli altri partiti con Movimento 5 Stelle, Forza Italia che torna davanti a Futuro Nazionale (in calo), Avs, Lega, Azione e Italia Viva.