Il gas è gas. E serve sempre. Da qualunque parte del globo provenga. Anche dalla Russia… Parola di Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, che ieri a margine dell’assemblea di Assolombarda a Milano, non ha proprio spinto per tornare ad acquistare il gas da Mosca, ma non l’ha neanche escluso…
Orsini: “Non ci può essere ideologia sull’energia”
“Io non entro nel tema gas russo o non gas russo, non è di mia competenza”, ha dichiarato il capo degli industriali, ma ha subito aggiunto che oggi bisogna “dire la verità”, cioè che “non ci può essere ideologia sull’energia”. Non è un sì, ma non è nemmeno un no. Da chi rappresenta l’industria italiana, mentre Bruxelles vara sanzioni record contro Mosca, la frase suona molto come un “pecunia non olet”.
Il resto del ragionamento di Orsini ha riguardato i costi e le richieste dei loro tagli. “L’energia è un tema di competitività”, dice. Confindustria andrà in Europa già giovedì per chiedere la sospensione dell’Ets, il sistema di scambio delle quote di CO2, che “sta impattando tantissimo” su ceramica, carta e vetro. Poi il mix energetico: nucleare “a lungo termine, ci vogliono almeno 10 anni”, rinnovabili “da incrementare”.
Ma “il gas ci sarà anche con le rinnovabili, perché è quel cuscinetto che serve per accendere la luce tutte le sere: non possiamo farne a meno”. Infine l’Europa: “Serve un mercato unico dell’energia, perché se io voglio comprare l’energia in Spagna oggi non lo posso fare”.
Intanto Trump si dà ragione da solo
Che l’energia sia una questione di soldi lo sa benissimo anche il presidente Usa, Donald Trump. Il tycoon è tornato ieri sull’accordo con il Cremlino che, da venerdì, consente l’importazione di diesel russo negli Stati Uniti. Sul suo social Truth ha scritto: “L’Unione Europea ha pagato alla Russia 250 miliardi di dollari per l’energia, i media delle ‘fake news’ non vogliono nemmeno avvicinarsi a questa storia. Ho fatto la scelta giusta per il popolo americano: SEMPRE AMERICA FIRST”. Non ha spiegato da dove venga quella cifra, ma non ha perso l’occasione per farsi i complimenti da solo…
La fronda bipartisan contro l’accorso sul diesel con Mosca
A Washington, però, non sono tutti d’accordo con Trump, e non solo tra i democratici. Sette senatori, quattro repubblicani (Susan Collins, Lisa Murkowski, Thom Tillis, John Curtis) e tre democratici (Jeanne Shaheen, Richard Blumenthal, Ron Wyden), hanno chiesto a Trump di “invertire immediatamente la rotta”. Secondo loro la decisione “è in diretto contrasto con la legge”.
“Il Congresso ha vietato esplicitamente le importazioni di energia russa nel 2022 per evitare che i dollari americani finanzino la brutale guerra di Putin contro l’Ucraina”, scrivono. L’amministrazione, aggiungono, non ha consultato il Congresso né ha presentato una giustificazione, “come richiesto dallo statuto”. La conclusione: “Gli Stati Uniti non dovrebbero fornire a Putin un’ancora di salvezza finanziaria mentre la Russia continua a uccidere civili ucraini”.
Intanto gli analisti dubitano sia della legalità dell’intesa sia della sua utilità: farebbe poco per abbassare i prezzi del diesel. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha comunque assicurato che l’amministrazione userà “ogni autorità legale disponibile”.
Altra voce critica è quella dell’ex vicepresidente repubblicano Mike Pence, che ha parlato di “tradimento” della legge sulle sanzioni alla Russia che lo stesso Trump aveva firmato il mese scorso e che ora è stata in parte sospesa.