Le Lettere

Il prete minacciato

Sono un sacerdote e scrivo perché, dopo il fermo dell’intellettuale figlio di marocchini accusato di istigazione a delinquere (e ieri liberato dal Gip, ndr) nelle proteste a Milano, ho esposto l’idea che tramite lui si perseguiti chi non odia le genti di diversa cultura. Ho sempre predicato il dialogo con l’islam e i suoi valori, che sono gli stessi della nostra fede. Eppure adesso ricevo insulti, minacce, e temo per la mia incolumità. Vivo in un piccolo paese dove la quasi totalità degli abitanti si riconosce nel governo attuale. Perciò mi scuserà se non mi identifico col nome.
Un sacerdote
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Gentile sacerdote, sono addolorato per lei. Mi ricorda il prete perseguitato ne Il potere e la gloria di Graham Greene. Dobbiamo ricordare che, al governo, questi partiti ci sono arrivati promettendo, tra le altre insulsaggini, anche il blocco navale dell’Africa, che oltre ad essere impossibile, è cosa bieca e violenta, perché implica la facoltà di cannoneggiare barche cariche di povera gente, incluse donne e bambini. Coloro che hanno votato questi partiti hanno mostrato insieme stupidità e crudeltà. A tali elettori e governanti cosa vuole che importi se si sbatte in galera un figlio di marocchini o uno come lei che indossa un abito talare o come me che scrivo ogni giorno che gli ayatollah sono moralmente migliori dei fanatici americani e sionisti? Le nostre vite, per questa gente, valgono quanto una mosca. A volte mi chiedo: se tornasse il 25 aprile 1945, con la resa dei nazisti in Italia, Pertini e i partigiani quale trattamento riserverebbero agli attuali ministri e ai loro accoliti, inclusi quelli che in casa conservano busti del Duce?