La Sveglia

A Gaza non entra neppure la crema per la scabbia

La crema contro la scabbia passa dal filtro israeliano. Lo ha raccontato Murad Asaliyya, responsabile delle attività mediche di Medici senza frontiere a Gaza, nel rapporto con cui l’organizzazione ha segnato i tre anni dal 7 ottobre 2023: quest’anno le sue squadre hanno curato oltre 11.000 casi di malattie della pelle, mentre le forze israeliane occupano circa il 65 per cento del territorio.

Domenica il ministro della Difesa Israel Katz aveva disposto, su raccomandazione dei militari, la chiusura generale di Gaza e della Cisgiordania il 5 e il 7 ottobre per la commemorazione, senza toccare gli israeliani che passano dai posti di blocco. Il Cogat, l’unità del ministero della Difesa per i territori occupati, ha scritto che la chiusura “non dovrebbe avere alcun impatto” sulla situazione umanitaria, e lunedì i carichi sono rimasti fuori, secondo il portavoce dell’Onu Farhan Haq citato dall’AGI, mentre oggi restano fuori di nuovo. Dal 24 maggio, quando Israele ha chiuso Zikim, l’unico valico aperto alle merci è Kerem Shalom, secondo l’Ocha, l’ufficio umanitario dell’Onu. Il valico chiuso è l’unico.

Fra i quattro atti di genocidio che la Commissione d’inchiesta dell’Onu ha attribuito a Israele il 16 settembre 2025 c’è l’imposizione deliberata ai palestinesi di Gaza di condizioni di vita calcolate per distruggerli in tutto o in parte, e il segretario generale dell’Onu António Guterres nella dichiarazione per l’anniversario scrive che la tregua deve ancora garantire un’assistenza umanitaria adeguata. Ad Antalya, secondo l’agenzia turca Anadolu, si riparano quattordici barche della Global Sumud Flotilla che gli organizzatori dicono danneggiate dall’attacco israeliano, e due sono già partite per l’Italia. Oggi Israele ricorda i suoi morti, e a Kerem Shalom resta fuori anche la crema.