Arezzo, minorenne accusato di propaganda neonazista e istigazione alla violenza: collocato in comunità

Arezzo, minorenne accusato di propaganda neonazista e istigazione alla violenza: collocato in comunità

Arezzo, minorenne accusato di propaganda neonazista e istigazione alla violenza: collocato in comunità

Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che per finalità di terrorismo. Sono queste le accuse contestate a un minorenne della provincia di Arezzo, nei confronti del quale è stata eseguita un’ordinanza che dispone il collocamento in comunità.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale per i minorenni di Firenze ed eseguito dai carabinieri del ROS, con il supporto dei colleghi del Comando provinciale di Arezzo, è il risultato di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del capoluogo toscano. Gli accertamenti hanno consentito, “attraverso una costante attività di monitoraggio del web, di riscontrare la presenza dell’indagato, attraverso il proprio profilo social, all’interno della galassia virtuale accelerazionista e, in particolare, in alcune chat nelle quali si incitava costantemente all’odio razziale e alla commissione di atti violenti”, spiegano i carabinieri in una nota.

“In particolare, venivano esaltate ideologie di matrice neofascista, neonazista, suprematista, xenofoba e accelerazionista, venivano mitizzati episodi di attacchi armati negli istituti scolastici (i cosiddetti mass shooting) e veniva promosso un marcato orientamento misogino, riconducibile ai dettami del movimento incel, che diffonde una visione ostile nei confronti delle donne e ne contesta l’autonomia e i diritti”, prosegue la nota.

A seguito dell’ordinanza, si legge nel comunicato, “il minore sarà collocato presso una struttura comunitaria per intraprendere il percorso riabilitativo previsto”.