Nel processo a Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, il pubblico ministero ha chiesto ieri per la seconda volta l’assoluzione. La Procura di Madrid ha depositato le conclusioni provvisorie in vista del dibattimento davanti alla giuria popolare. Per il pm infatti “i fatti non costituiscono un’infrazione penale”, tanto che ha chiesto “la piena assoluzione” di Gómez e della sua ex assistente, perché “senza reato non c’è autore“.
Le accuse a Gomez: traffico di influenze e malversazione
Gómez è imputata per traffico di influenze e malversazione. Cristina Álvarez, che la assisteva al Palazzo della Moncloa, solo per malversazione. Per il pm, né la cattedra di Trasformazione sociale competitiva, che Gómez co-dirigeva all’Università Complutense, né il lavoro di Álvarez, hanno prodotto vantaggi economici illeciti. Il pm ricorda anche che Gómez collaborava con l’ateneo dal 2012, sei anni prima che il marito diventasse capo del governo. In aula chiederà di sentire una trentina di testimoni.
In realtà, la Procura sostiene questa posizione dall’inizio. Già al termine dell’istruttoria aveva chiesto di assolvere entrambe. Ad aprile aveva impugnato davanti all’Audiencia Provincial il rinvio a giudizio deciso dal giudice istruttore, riassumendo la sua lettura così: “La retribución es cero”, la retribuzione è zero.
Sull’altro fronte, il giudice Juan Carlos Peinado, del tribunale di istruzione numero 41 di Madrid, che ha invece seguito una linea opposta. Ha aperto l’inchiesta il 16 aprile 2024 su denuncia del sindacato Manos Limpias e l’ha condotta per oltre due anni.
Il 20 marzo scorso aveva firmato un’ordinanza di oltre 40 pagine: secondo lui l’indagine “non offre alcun dubbio” che Gómez, “dalla sua posizione prevalente di moglie del presidente del Governo”, abbia commesso traffico di influenze, corruzione tra privati, appropriazione indebita, esercizio abusivo della professione e malversazione.
Al dibattimento sono arrivate soltanto le prime due e l’ultima ipotesi. La malversazione consiste nell’aver usato un’assistente pagata dalla Presidenza del Governo per sbrigare faccende private. Un altro filone riguarda un software per la cattedra, sviluppato con il contributo di aziende sponsor e valutato oltre 300mila euro.
A sostenere l’accusa in aula, solo gli ultra-cattolici di Hazte Oír
A luglio l’Audiencia Provincial aveva confermato il processo per traffico di influenze e malversazione. A settembre Peinado ha disposto l’apertura del dibattimento davanti alla giuria popolare. Con il pm che chiede l’assoluzione, l’accusa sarà sostenuta soltanto dalal parte civile, ovvero da Hazte Oír, l’associazione ultracattolica che per Gómez ha chiesto 24 anni di carcere.