Il Covid ricomincia a correre. Rischiano grosso cinque regioni. Calabria a un passo dalla zona gialla, come la Sicilia. Ieri 75 decessi e molte terapie intensive piene

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Arrivano i primi segnali di una risalita della curva epidemiologica. Sale in 5 regioni (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sardegna, Sicilia) il tasso di occupazione delle terapie intensive dei pazienti Covid toccando il 13% nelle due isole maggiori, sopra la soglia d’allerta del 10%. A dircelo sono i dati del monitoraggio giornaliero a cura dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas).

Per quanto riguarda l’occupazione di posti letto in reparto, 4 regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Sicilia) segnano un aumento giornaliero. In particolare la Calabria (+1%) arriva al 17% e la Sicilia (+2%) al 23%, entrambe oltre la soglia d’allerta del 15%. E anche i numeri che emergono dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus in Italia ci dicono che contagi da Covid e decessi sono in crescita.

Ben 5.498 i nuovi casi di Covid registrati ieri in Italia, in aumento rispetto ai 4.257 di lunedì, per un totale di 4.539.991 dall’inizio dell’epidemia. I morti sono stati 75 contro i 53 del giorno precedente. Quanto ai tamponi effettuati, ieri sono stati 307.643 contro i 109.803 di lunedì, con un rapporto tamponi-positivi all’1,8 per cento, in calo rispetto al 3,9 per cento del giorno prima. Ma, in realtà, il tasso di positività risulta essere del 4,4% facendo il rapporto fra il totale dei casi e i soli test molecolari.

Gli attualmente positivi sono 137.925 (-3.468), mentre i dimessi-guariti registrano un incremento di 8.885 unità. Sono 544 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, quattro in meno rispetto al giorno prima. Sono 4.252 le persone ricoverate con sintomi, 12 in meno sempre rispetto a lunedì. La Regione con il maggior numero di nuovi casi di contagio da Covid è risultata ancora una volta la Sicilia (1.091), seguita da Lombardia (723), il Veneto (583) e la Campania (471), Emilia Romagna (455), Toscana (383), Lazio (283), Piemonte, Sardegna e Puglia (220), Calabria (195), Liguria (120), Friuli Venezia Giulia (112), Marche (102).

I dati nazionali indicano che la curva dell’epidemia di Covid è in leggera risalita, rileva il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘M.Picone’, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). In otto regioni si osserva poi un aumento dell’incidenza, nella settimana scorsa rispetto a quella precedente, maggiore del 10% e un trend di crescita; si tratta di: Basilicata (21%), Provincia autonoma di Bolzano (14%), Calabria (30%), Friuli Venezia Giulia (34%), Lombardia (13%), Marche (20%), Molise (60%) e Veneto (21%).

AUTUNNO PERICOLOSO. Ad accendere un faro su una possibile recrudescenza in autunno della epidemia è stato il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Che ha rinnovato l’invito alla popolazione a vaccinarsi (leggi l’articolo). “Abbiamo quasi 4 milioni di persone sopra i 50 anni non vaccinate. Arriverà un’altra ondata. In autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni”.

Sulla campagna vaccinale, ha detto, “c’è stato un rallentamento che è anche comprensibile durante le vacanze, ma ora è l’ultima chiamata. Bisogna vaccinare per proteggere la popolazione”. Secondo i dati di Agenas l’Italia si sta avvicinando al traguardo del 70% della popolazione che ha ricevuto due dosi del vaccino anti Covid e attualmente è al terzo posto in Europa per numero di somministrazioni.