Figc, accordo fatto: Malagò commissaria Malagò. E l’ex nemico Buonfiglio gioisce: “Ha vinto lo sport”

Rientra la crisi Figc: il presidente Malagò viene commissariato dal commissario Malagò. Che dovrà indire nuove elezioni per eleggere… Malagò

Figc, accordo fatto: Malagò commissaria Malagò. E l’ex nemico Buonfiglio gioisce: “Ha vinto lo sport”

Ci sono voluti tre mesi di guerra sulla tessera mancante della Figc, due procuratori in disaccordo, quattro pareri di giuristi, le dimissioni di una vicepresidente e l’intervento di un ministro. Poi, per magia, oggi è arrivato l’accordo tra Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò, un gentleman’s agreement trovato a quattr’occhi prima della Giunta, che ha chiuso ogni guerra.

La Giunta è quella del Coni che oggi ha dato il via libera al commissariamento di Malagò da parte del nuovo commissario straordinario, Malagò. L’ok è arrivato in pochi minuti, all’unanimità, con 15 voti su 15. Anche il Consiglio nazionale ha poi ratificato il mandato di Malagò commissario: dovrà convocare l’assemblea elettiva entro il 31 gennaio 2027 per eleggere il nuovo presidente della Figc. Che sarà… Malagò!

Vicenda surreale

Il problema originario di quella che ormai appare come un’opera buffa, era la tessera, o meglio, la mancanza della suddetta della Ficg da parte di Malagò al momento dell’elezione a presidente. Malagò era stato eletto il 22 giugno con il 68,58% dei voti. L’articolo 29 dello Statuto Figc chiede a chi ricopre cariche federali di “essere in regola con il tesseramento”.

Gli uffici federali lo avevano interpretato come un obbligo valido solo per chi un tesseramento ce l’ha. Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer aveva scritto che non si può essere in regola con il tesseramento, senza essere prima tesserati… Buonfiglio aveva quindi chiesto un parere a quattro giuristi, Franco Scoca, Massimo Coccia, Luigi Medugno e Alberto Angeletti. Tutti e quattro avevano concluso che quel requisito era necessario sia per la candidatura sia per l’elezione.

Malagò, intanto, si era detto bersaglio di una manovra. Dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, aveva detto di essere “sotto attacco” e di aver solo fatto ciò che gli era stato indicato. Il ministro Andrea Abodi aveva accusato Diana Bianchedi, vicepresidente vicaria del Coni, di agire per conto di Malagò. Il 30 settembre Bianchedi si era dimessa da capo delegazione della Nazionale.

Buonfiglio: “Non c’è chi ha vinto e chi ha perso”

Oggi, a voto concluso, Buonfiglio ha spiegato a che “non c’è chi ha vinto e chi ha perso” e che “ha vinto lo sport“. Ha aggiunto: “Non personalizzo mai, sono un pubblico ufficiale e non mi posso permettere di sparare cavolate”.

La soluzione, ha detto, gli “è venuta in mente negli ultimi giorni, per non rendere vittima la persona che si era candidata in buona fede”. Quindi le regole sono state violate, e chi le ha violate guida la Federazione fino al voto. La prima data possibile, secondo Malagò, è il 14 dicembre.

Poi c’è il destino di Bianchedi. Malagò ha raccontato che Buonfiglio “ha proposto il ritorno di Bianchedi”, anche per lettera, ma la questione “non va affrontata dal commissario, ma dal presidente”. Le “incomprensioni” con Buonfiglio? “Termine affettuosamente eufemistico”, ha detto. L’intera vicenda, a suo giudizio, è stata “difficile, triste, imbarazzante”.

Imbarazzante come quando Buonfiglio, nei giorni della contesa, aveva ricordato il precedente del 2017, quando fu il Coni guidato da Malagò a intervenire sulla Figc con un provvedimento straordinario. Comissari straordinari che vanno e tornano. Così come Malagò…