“Deplorevole”. Così un funzionario europeo ha bollato off the record, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì, l’accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin sul diesel russo. L’intesa, spiega, è “in contrasto con la strategia che perseguiamo da quattro anni e mezzo”, che serve a fare pressione su Mosca e a staccare l’Europa dalle forniture russe, “non solo quelle fossili”.
Le divergenze con Washington sull’Ucraina non sono una novità, ammette la fonte, ma il dialogo “resta comunque preferibile alla totale assenza di dialogo”. Più duro ieri il premier finlandese Petteri Orpo: “Una grande delusione”. Un accordo diretto con Putin, dice, “finanzia la guerra” contro Kiev ed è “contrario a tutto ciò che abbiamo fatto insieme, anche con gli Stati Uniti”.
Bruxelles costretta a smentire gli acquisti di gas da Mosca
Poi Bruxelles è stata costretta a passare ai numeri, per smentire Mosca. Il Cremlino aveva sostenuto di aver venduto all’Europa idrocarburi per oltre 320 miliardi di dollari dal 2022, circa 286 miliardi di euro, nonostante le sanzioni. La Commissione ha risposto che la cifra corretta è di circa 197 miliardi di euro fino a luglio 2026. Senza il piano REPowerEU, ha spiegato la portavoce Anna-Kaisa Itkonen, la spesa sarebbe arrivata a 475 miliardi, 278 in più.
Nel 2021 il gas russo valeva il 45% delle importazioni europee di gas, nel 2025 appena il 12%, dice Bruxelles. E già nel 2023, secondo fonti europee, solo il 6% della spesa Ue in combustibili fossili finiva a Mosca. È anche una risposta a Trump, che domenica aveva scritto che l’Europa “ha pagato alla Russia 250 miliardi di dollari per l’energia”.
Mosca contro le nuove sanzioni della Ue
Mosca, intanto, difende l’accordo e attacca le sanzioni europee. Il pacchetto approvato lunedì contro quasi 1.600 persone e società del complesso militare-industriale russo “potrebbe rappresentare un ostacolo” all’intesa sul diesel, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. L’accordo, secondo lui, è “di grande vantaggio reciproco” ed è “nell’interesse degli Stati Uniti, dei mercati energetici globali e della Federazione Russa”.
Intanto Londra chiede una nuova stretta sul Cremlino
Da Londra arriva invece la richiesta opposta, cioè di aumentare la pressione. Intervenendo al Forum sulla sicurezza di Varsavia, il ministro britannico Ed Miliband ha detto che l’Europa deve “raddoppiare gli sforzi sulle sanzioni” e prendere “decisioni importanti, anche in merito ai beni sovrani russi”.
La Gran Bretagna, ha assicurato, è pronta a farlo con l’Ue, perché “ogni messaggio sbagliato inviato a Putin compromette la nostra sicurezza e la causa ucraina”. Dopo l’annuncio di Trump, anche la Germania ha chiesto nuove misure contro Mosca.