I primi a prendere posizione sono i mercati. E lo fanno promuovendo l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, ritoccata al rialzo dal gruppo guidato da Carlo Messina. Una mossa che ha permesso a Intesa di assicurarsi il sostegno del primo azionista di Rocca Salimbeni, Delfin, con il 17,5% del capitale. In Borsa a essere premiate sono state Unipol (+4%) e Bper (+2,3%), a cui potrebbero arrivare le 625 filiali di Mps che Intesa cederebbero in caso di successo dell’offerta. Male invece Mediobanca (-5,1%), con la fusione con Mps che si allontana dopo che Intesa ha invitato a non approvarla. La stessa Ca’ de Sass ha guadagnato l’1,5%, così come in territorio positivo ha chiuso Monte dei Paschi (+0,8%).
I mercati promuovono la mossa di Intesa Sanpaolo su Mps, Lovaglio cerca una risposta
Luigi Lovaglio, ad di Mps, però non si arrende e cerca di capire come rispondere alla decisione di Intesa di aumentare di 25 centesimi la parte cash dell’offerta. Per gli analisti la mossa di Messina ha rafforzato la sua posizione e reso l’offerta più attraente. Ma ha anche indebolito Lovaglio, perché l’ultimatum porta a chi appoggia il piano dell’ad a rinunciare “a un premio del 15% per sostenere un progetto complesso, con elevato rischio di esecuzione”, come sottolinea Equita. Delfin ha già preso posizione ed è plausibile che lo stesso faccia Caltagirone, secondo azionista del Monte con il 13,5%.
Ora la palla passa in mano a Lovaglio, che soli pochi giorni fa sosteneva di non avere un piano B. Certo è che la mossa di Intesa Sanpaolo rischia di sancire la parola fine ai tentativi di difesa dello stesso amministratore delegato, che sembra all’angolo. Ma che non ha ancora gettato la spugna, d’altronde ci ha già abituato a colpi a sorpresa come nel caso dell’assemblea di quest’anno che lo ha visto prevalere nonostante fosse dato per spacciato. Stavolta, però, la strada sembra ancora più in salita. S.R.