In arrivo il nuovo decreto sulle riaperture. Ma è scontro sul coprifuoco. Sileri: “Aspettiamo ancora due settimane”

Decreto coprifuoco
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In arrivo il nuovo decreto legge sulle riaperture. Il testo del provvedimento (qui alcune anticipazioni sulle nuove regole) è passato in Consiglio dei ministri, dove lo scontro sul coprifuoco è finito con l’astensione della Lega, che nonostante le promesse di Salvini hanno rotto col governo. Il rientro a casa resta dunque fissato alle 22, come deciso dalla Cabina di regia di venerdì scorso e anticipato nel pomeriggio a RaiNews dal ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.

“Si danno delle risposte – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – segnando un percorso di riaperture, che è contenuto nel decreto legge che portiamo oggi in Consiglio di ministri. Non si può affrontare un tema in mondo settoriale, uno alla volta. Vanno viste le misure nella loro completezza: parlare di coprifuoco alle 22 o alle 23 è sbagliato nella misura in cui non si guarda all’insieme del processo di riaperture che abbiamo messo in campo”.

“È l’insieme delle aperture – ha aggiunto Patuanelli – che genera mobilità e rischi di contagio. Oggi però c’è un percorso di riaperture graduale, prudente, misurato. Ci si assume la responsabilità anche di aperture serali, con date e tappe che vanno affrontate in questo modo perché nel frattempo prosegue la campagna vaccinale”.

Per portare il coprifuoco alle ore 23, ha detto a Sky TG24 il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, “aspetterei le prossime due settimane perché  inevitabilmente le riaperture porteranno un aumento del numero dei contagi che verosimilmente saranno più frequenti nei soggetti più giovani e quindi non andranno a interferire molto sul numero dei ricoveri”.

“Al di là del fatto che coprifuoco è una brutta parola – ha detto, invece, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia -, se il motore è il contenimento dell’epidemia bisogna che ci sia una motivazione scientifica. Un segno di disponibilità sarebbe stato di alzare un po’ di più. Magari alle 23 o toglierlo. O magari ci può essere come lasciapassare la ricevuta del ristorante o della pizzeria”.

“Il coprifuoco deve essere almeno portato alle 23. Altrimenti è come dire potresti andare a cena in un ristorante all’aperto ma in realtà, di fatto, non puoi” ha detto anche la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei. “A meno che non si vada nel locale sotto casa – ha aggiunto la governatrice – se uno deve prendere l’auto per andare al ristorante evidentemente significa mangiare una cosa velocemente e ripartire di corsa per essere a casa alle 22. Noi riteniamo ragionevole che il coprifuoco possa essere spostato alle 23”.

“Io chiederei l’estensione dell’orario per uscire la sera, ma non sono richieste di Salvini ma di tanti, come Bonaccini, Zingaretti, De Luca. Mi auguro che prima del Consiglio dei ministri si arrivi a una soluzione di buonsenso” ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, senza tralasciare un altolà al governo (leggi l’articolo): “Non me l’ha scritto il dottore di approvare cose che non mi convincono. Sono leale al governo e mi fido di Draghi, ma no a chiusure a oltranza”.

“Spostiamo il coprifuoco almeno alle 23 oppure consentiamo quantomeno a chi e’ stato a cena fuori, di tornare a casa anche dopo le 23, mostrando la ricevuta”. La proposta del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Secondo il governatore ligure “chiedere di essere a casa alle 22 non è compatibile con la riapertura serale dei ristoranti. Non credo che a livello epidemiologico cambi molto spostare il coprifuoco alle 23”.

Leggi anche: La bozza in pdf del decreto Draghi sulle riaperture dal 26 aprile con le regole fino al 31 luglio.