Opere olimpiche, valanga giudiziaria su Simico: indagato l’Ad Saldini. Per i pm avrebbe favorito la Graffer nell’appalto della cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina

Ormai il modello Milano-Cortina, venduto per anni come esempio di efficienza e velocità, mostra crepe sempre più profonde

Opere olimpiche, valanga giudiziaria su Simico: indagato l’Ad Saldini. Per i pm avrebbe favorito la Graffer nell’appalto della cabinovia Apollonio-Socrepes a Cortina

A tre mesi esatti dall’inizio dei Giochi, sulle opere delle Olimpiadi di Milano-Cortina si è abbattuta una valanga, non di neve, ma giudiziaria. Ieri gli uomini della Squadra Mobile di Belluno e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato si sono infatti presentati per una serie di perquisizioni a tappetto negli uffici della Simico, la società pubblica incaricata delle infrastrutture olimpiche, a Roma, Milano, Brescia, Napoli e Cortina. Ci sono state anche perquisizioni personali e informatiche nei confronti degli indagati.

Sotto il faro della Procura la cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina

Gli agenti hanno bussato anche alla porta della Graffer Srl, l’azienda bresciana che si era aggiudicata l’appalto della cabinovia Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo, una delle infrastrutture più contestate dell’intero dossier olimpico: 35 milioni di euro di lavori, tempi strettissimi, polemiche ambientali, opera mai finita e adesso anche l’ipotesi di turbativa d’asta, mossa dalla Procura di Belluno.

Indagato l’Ad di Simico, Saldini

Tre, per ora, le persone iscritte nel registro della Procura guidata da Massimo De Bortoli. Tra loro compare anche il nome più pesante: Fabio Massimo Saldini, amministratore delegato di Simico e uomo chiave dell’intera macchina commissariale olimpica. Per Saldini la contestazione è pesantissima: secondo gli investigatori, l’appalto sarebbe stato pilotato attraverso “accordi collusivi o modalità fraudolente” per favorire Graffer, “a discapito di altre ditte interessate”.

Secondo i giudici infatti gli indagati avrebbero creato una corsia referenziale per assegnare i lavori alla Graffer, pur sapendo che l’impianto non sarebbe mai stato pronto in tempo per l’inizio delle Olimpiadi.

La cabinovia Apollonio-Socrepes è il simbolo delle criticità olimpiche

Ed è proprio questo il punto politicamente più devastante dell’inchiesta. Perché la cabinovia Apollonio-Socrepes era già diventata il simbolo delle contraddizioni di Milano-Cortina: un’opera giudicata da molti inutile, contestata dagli ambientalisti, prevista su un’area fragile dal punto di vista idrogeologico e soprattutto segnata da continui ritardi.

A febbraio 2025 la gara originaria era stata annullata tra le polemiche, dopo l’interessamento dei due colossi europei del settore, l’italiana Leitner e l’austriaca Doppelmayr. A quel punto il commissario Saldini aveva scelto la strada dell’affidamento diretto, senza gara, dell’appalto alla Graffer, società decisamente più piccola rispetto ai giganti internazionali esclusi dalla partita.

Per i pm sapevano che non sarebbe stata pronta in tempo

La Procura parla apertamente della consapevolezza che “i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi”. Una frase che pesa come un macigno. Perché significa che il rischio di un’opera incompiuta era noto fin dall’inizio.

“L’ipotesi investigativa”, si legge nella nota del capo della procura bellunese, De Bortoli, “concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer nell’assegnazione dei lavori a discapito di altre ditte interessate all’esecuzione degli stessi”.

E ancora: “Le attività di indagine, svolte anche con l’ausilio di consulenti tecnici, sono rivolte a rafforzare un solido compendio probatorio nel frattempo già acquisito”. Ovvero gli inquirenti stanno cercando conferme – documenti, mail, dispositivi elettronici e materiale informatico per ricostruire passaggi, contatti e decisioni – che rafforzino tesi già consolidate.

Intanto il dato politico è già evidente: il modello Milano-Cortina, venduto per anni come esempio di efficienza e velocità, mostra crepe sempre più profonde.

Simico e Mit si dicono fiduciose nelle indagini della Magistratura

Nel frattempo Simico prova a blindarsi dietro la linea della collaborazione totale: “Piena fiducia nella magistratura”, fa sapere la società, assicurando di aver consegnato tutti i documenti richiesti. Dello stesso tono la reazione del Mit, che invita al “doveroso rispetto per le indagini” ma rivendica il “grande risultato dei Giochi”, sostenendo che “tutte le regole siano state rispettate”.

Zanella: “Saldini si dimetta”. E la 5S Sironi chiede di escludere Simico dal Piano casa

Parole prudenti, mentre la politica già affila i coltelli. L’Alleanza Verdi-Sinistra chiede le dimissioni immediate di Saldini. “Non può restare al suo posto”, attacca Luana Zanella, chiedendo anche di togliere a Simico ogni ruolo nel Piano Casa del governo. Duro anche il Movimento 5 Stelle, che con la senatrice Elena Sironi definisce “lunare” l’ipotesi di affidare alla stessa struttura la gestione dell’edilizia pubblica.