Il passo indietro comune è stato proposto ed è stato respinto. Giuseppe Conte l’ha confermato martedì mattina a Coffee Break su La7: “Con Elly Schlein ci siamo incontrati anche altre volte, però non nego che ci sia stato questo recentissimo incontro”. In quel faccia a faccia, il leader M5s ha proposto alla segretaria del Pd “un passo indietro di tutti i leader di partito, me compreso“, per poi “proporre una terza figura”.
Perché “una parte dell’elettorato sembra spaventato dalle primarie”, ha spiegato. E la risposta di Schlein , secondo Conte, è arrivata immediatamente ed stata negativa: “Mi ha detto che per lei non c’è questa disponibilità”.
Circa il nome suggerito, in molti pensano fosse quello di Roberto Gualtieri… “Non ho fatto nomi”, dice Conte, perché la trattativa si è fermata prima. Il sindaco di Roma, però, è da mesi nella lista dei possibili federatori. Ad agosto Il Foglio elencava tre sindaci, Silvia Salis, Gaetano Manfredi e Gualtieri, come i “mister X” di cui si parlava nel campo largo. Dario Franceschini però aveva escluso che un terzo nome esistesse.
E adesso avanti con le primarie
Cosa succede adesso? Le primarie, e in fretta, dice Conte. “Credo sia abbastanza probabile che in primavera” si voti per le politiche, “motivo per cui dobbiamo affrettarci a fare le primarie”. Prima però “dobbiamo fare il programma”, perché “non possiamo a ridosso della campagna elettorale stare ancora a parlare di primarie”, avverte il pentastellato. Nel pomeriggio, in Transatlantico, dopo il voto di fiducia sulla legge elettorale, Conte ha aggiunto: “Non è che possiamo rimanere a tempo indeterminato nella totale incertezza“.
“Se perdiamo, sosteniamo convintamente il vincitore”
A marzo, mentre lo spoglio del referendum andava verso la vittoria del No, era stato proprio Conte ad aprire per primo alle primarie. Già prima di quel voto diversi sondaggi lo indicavano come favorito nella corsa alla leadership del campo largo. Conte ha anche risposto all’obiezione principale: se perde, i Cinque Stelle voteranno per il vincitore? “Sono orgoglioso di rappresentare una comunità politica che non ha mai fatto pressioni per una poltrona in più. Le pare che se non vinco la mia comunità non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai”, ha concluso.