Non c’era solo la mega-centrale di dossieraggio di Milano. Ovvero la maxi-inchiesta su Equalize, la società dell’ex presidente di Fondazione Fiera, Enrico Pazzali. Ieri sono scattate perquisizioni su disposizione della Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sulla ‘Squadra Fiore’, un gruppo clandestino – di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell’ordine e dei servizi segreti – che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. L’attività è stata svolta dai carabinieri del Ros. Nell’indagine si procede per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy ed esercizio abusivo della professione. Contestualmente si stanno effettuando perquisizioni anche per il filone di indagine in cui si procede per truffa e peculato a carico di ex appartenenti ai servizi segreti.
Tra gli indagati l’ex numero due del Dis, Del Deo accusato di peculato
Sono complessivamente undici le persone perquisite ieri mattina. Tra gli indagati l’ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, accusato di peculato. Nel filone che coinvolge Del Deo – quando era all’Aisi – i pm contestano un peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, in base all’impianto accusatorio, l’ex 007 affidava con contratti alla società ‘amica’ ‘Sind’, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anch’egli indagato. Fari puntati anche su Maticmind, società fondata dall’imprenditore Carmine Saladino, che lo scorso anno ha ceduto le sue quote. Saladino risulta indagato per sottrazione di fondi: il reato contestato è la truffa. La cifra si aggira intorno agli 8 milioni.
Perquisito anche Tavaroli
Tra le persone iscritte nel registro compare anche il nome di Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza di Pirelli e del Gruppo Telecom Italia e coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi. In particolare i pm gli contestano, in concorso con altri tre indagati, tra l’altro, di “essersi associati tra loro e con persone da identificare, allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Le accuse
Del Deo “avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”, come si legge in una nota diffusa dai carabinieri del Ros. Del Deo, che dopo essere uscito dal Dis è attualmente il presidente esecutivo di Cerved Group Spa, si è avvalso di “una squadra di collaboratori denominati convenzionalmente ‘i neri’ ai quali dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzava per fini non istituzionali gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale”, come si legge nel decreto di perquisizione. Per gli inquirenti l’attività illecita è andata avanti dal 2018 al 2024.
Le intercettazioni
Della ‘cricca dei neri di Del Deo’ gli inquirenti sono venuti a conoscenza anche grazie ad intercettazioni telefoniche. In particolare, in base a quanto emerge dal decreto di perquisizione, in un colloquio carpito nel gennaio del 2025 si fa riferimento ad un “un ammanco di denaro di circa 7-8 milioni, che si sarebbe verificato nell’epoca in cui Giuseppe Del Deo era a capo del reparto economico finanziario dell’Aisi e la cui sparizione sarebbe a lui riferibile”.
L’indagine
L’indagine è in corso da quando ha iniziato a parlare Samuele Calamucci, consulente di Equalize. Calamucci è stato arrestato e le sue dichiarazioni sono state analizzate dai pm romani. Calamucci, come scrive la Repubblica, sarebbe venuto a conoscenza dell’esistenza della centrale di spionaggio romana dopo essere entrato in contatto con Leonardo Maria Del Vecchio. L’erede del gruppo EssilorLuxottica sospettava di essere spiato. Calamucci si reca sotto la sua abitazione e, il giorno successivo, viene contattato da un conoscente: un militare esperto informatico in servizio presso l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che sostiene di lavorare proprio su Del Vecchio. Da quel momento, Calamucci apprende dell’esistenza della Squadra Fiore. Il caso esplode a Milano, poi a Roma.