Una Giornata nazionale per tutto, anche per la carta riciclata. Mattarella si ribella e dice basta: “Sono 51, troppe”

L'allarme di Mattarella: le scuole non possono celebrarle tutte senza togliere ore alle lezioni. O si studia o si celebra...

Una Giornata nazionale per tutto, anche per la carta riciclata. Mattarella si ribella e dice basta: “Sono 51, troppe”

Il vaso traboccava da tempo. A farlo traboccare del tutto è stata la carta riciclata. Ieri Sergio Mattarella ha promulgato la legge che istituisce la “Giornata nazionale del riciclo della carta”, trasmessa dal Senato appena tre giorni prima. Pochi giorni fa aveva firmato quella per la “Giornata nazionale della meraviglia”. Stavolta, però, la firma è arrivata insieme a una lettera ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il messaggio, parafrasato: avanti così e il calendario non basterà più.

Oltre 51 Giornate nazionali di qualcosa…

I numeri li fa lo stesso Quirinale. Oltre alle feste nazionali, le giornate dedicate “sono ormai 51”. Nelle ultime tre legislature ne sono state istituite 36, 20 solo in quella in corso. Il numero, scrive Mattarella, “sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei”.

Ognuna celebra qualcosa di diverso, “valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita”. E quasi tutte, con una formula fotocopia, affidano alle scuole il compito di organizzare iniziative e attività didattiche sul tema.

O si celebra, o si studia

E qui la stoccata: “Diventa sempre più difficile, addirittura inverosimile, richiedere che le scuole possano assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati”, scrive, “salvo che si pensi di incidere, riducendolo, sul tempo effettivamente destinato all’insegnamento delle materie scolastiche”. O si celebra, o si studia…

Alcune giornate, riconosce, hanno un significato vero di memoria o di valori, “ma non tutte appaiono avere la stessa levatura”. Da qui l’invito a “contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati”, anche perché, con questi numeri, la loro efficacia è ormai “sostanzialmente impossibile”. Gli stessi obiettivi, suggerisce, si possono raggiungere “mediante strumenti diversi dalla legge”.

Il precedente con gli Alpini

Nessun rilievo di incostituzionalità, va detto, e nessun giudizio sulla carta riciclata in sé. Del resto non è la prima volta. Nel 2022, firmando la Giornata della memoria e del sacrificio alpino, Mattarella aveva chiesto all’allora premier Draghi di riordinare le celebrazioni delle Forze armate, e la legge è arrivata nel 2024.

Un anno fa, con la Festa di San Francesco, aveva segnalato che il 4 ottobre era rimasto contemporaneamente festa nazionale e solennità civile per Santa Caterina. Il problema è ancora lì.

La Russa “condivide” il pensiero del Capo dello Stato: “Purtroppo gli strumenti a disposizione per limitare l’istituzione di tali ricorrenze sono solo di moral suasion”.

Fontana da parte sua ha inoltrato la lettera ai gruppi parlamentari, sperando che “in sede politica” si trovino i criteri che il Quirinale chiede. E magari prima o poi, arriverà anche una Giornata nazionale del buon senso…