Caso Delmastro-Caroccia, no delle destre al sequesto delle chat richiesto dai pm. Bagarre in Aula, i Cinque Stelle occupano i banchi del governo

Caso Delmastro-Caroccia, no delle destre al sequesto delle chat richiesto dai pm. Bagarre in Aula, i 5 Stelle occupano i banchi del governo

Caso Delmastro-Caroccia, no delle destre al sequesto delle chat richiesto dai pm. Bagarre in Aula, i Cinque Stelle occupano i banchi del governo

Questa mattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. Una decisione che ha scatenato le proteste delle opposizioni, con il Movimento 5 Stelle in prima fila: i senatori pentastellati hanno occupato i banchi del governo durante la seduta del Senato, contestando apertamente la scelta della Giunta.

Momenti di tensione si sono registrati quando i parlamentari del M5S hanno esposto cartelli con la scritta “Fuori le chat”. Secondo quanto riferisce l’Ansa, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, infastidito dalla protesta, avrebbe raggiunto il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luca Pirondini, che in quel momento si trovava davanti ai banchi del governo, strappandogli il cartello che teneva in mano. Dal gesto è nata una discussione tra i due, conclusasi soltanto con l’intervento di altri parlamentari, che hanno contribuito a riportare la calma. La seduta è stata quindi sospesa.

Dopo l’accaduto, i componenti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Antimafia e Giustizia, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato, Luigi Nave e Roberto Scarpinato, hanno diffuso una dura nota.

Caso Delmastro-Caroccia, no delle destre al sequesto delle chat richiesto dai pm. Bagarre in Aula, i Cinque Stelle occupano i banchi del governo

“Era prevedibile e anche scontato: Andrea Delmastro e la sua maggioranza nella Giunta della Camera hanno alzato lo scudo del potere e bloccato il lavoro della magistratura, come fanno sempre quando c’è da proteggere se stessi e contrastare la ricerca della verità”, si legge nel comunicato.

“Si guardano bene dal consentire alla magistratura di smentire la favoletta secondo cui l’ex sottosegretario era inconsapevole di essersi messo in affari con un prestanome del clan Senese e di verificare eventuali altre sue relazioni pericolose. Il centrodestra al governo, sin dal suo insediamento, si prodiga per ostacolare un serio contrasto alla mafia dei colletti bianchi, cioè al sistema mafioso di questi anni. La loro azione legislativa e istituzionale è costantemente finalizzata a creare impermeabilità alle indagini e impunità per quanti costruiscono carriere politiche e fortune economiche in collusione con le mafie”, prosegue la nota.

“È una marcia a ritmo serrato per mettere in salvo quanti più colletti bianchi possibile prima che vengano scoperti dalla magistratura: leggi che indeboliscono gli organi di indagine e controllo, delegittimazione degli stessi organi e di ogni autorità indipendente che possa intralciare il governo, abuso e utilizzo strumentale delle prerogative parlamentari per scudare se stessi e fare carne da macello degli avversari politici. Meloni e i suoi la smettano di parlarci di antimafia e di spiegare come si va alla ricerca della verità. Così, giorno dopo giorno, uccidono la fiducia della società civile nella politica e nelle istituzioni”, conclude la nota del Movimento 5 Stelle.

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