Doveva rilanciare le ambizioni della Fiorentina, reduce da un’annata disastrosa in cui i viola avevano addirittura rischiato la retrocessione, ma l’idillio tra l’allenatore Fabio Grosso e il club è durato appena tre turni di Serie A. Tre partite in cui la Viola ha incassato altrettante pesantissime sconfitte: prima il 4-0 a Firenze contro la Roma di Gian Piero Gasperini nella gara d’esordio, poi la disfatta esterna per 3-0 contro il Frosinone nella seconda giornata e, sabato, la sconfitta shock per 1-2 in casa contro il Torino.
Che la situazione stesse precipitando lo si era capito al termine del match contro i granata, dopo la pesante contestazione dei tifosi della Fiorentina. Nel post-partita, Grosso, apparso scuro in volto, aveva confidato che avrebbe rispettato eventuali decisioni della proprietà.
Grosso-Fiorentina, è finita
Ma come si è arrivati a questa decisione dopo appena tre partite? È questa la domanda che tanti tifosi, non solo quelli viola, si stanno facendo. In primo luogo, c’è la valutazione effettuata dalla proprietà del club e dal direttore sportivo Fabio Paratici sullo scarso feeling maturato tra il tecnico e i calciatori a sua disposizione.
Ma non è tutto. Secondo diverse testate giornalistiche, non sarebbero mancate neanche frizioni tra l’allenatore e la dirigenza, che non avrebbe gradito alcune dichiarazioni pubbliche di Grosso. Il tecnico, per esempio, non aveva nascosto di aver rinunciato malvolentieri a Moise Kean, all’epoca dei fatti in procinto di trasferirsi al Como, nella partita casalinga contro il Frosinone del 29 agosto.
L’esonero frutto dele frizioni tra il mister e la dirigenza, nonché dalla contestazione dei tifosi Viola
Poco apprezzate sarebbero state anche le parole del fresco ex tecnico gigliato a commento della sessione estiva di calciomercato, terminata poco meno di una settimana fa e con investimenti pesanti. Grosso aveva sottolineato il mancato completamento della rosa, che, secondo lui, avrebbe dovuto comprendere almeno due giocatori per ruolo, oltre all’assenza di elementi di esperienza, in particolar modo a centrocampo.
I dubbi sulla conduzione tecnica sono aumentati anche a seguito della sostituzione di Franco Mastantuono, talento in prestito secco dal Real Madrid, all’intervallo della sfida contro il Torino. Una scelta che ha alimentato l’impressione che, evidentemente, il giocatore non sia ancora considerato dal tecnico adatto al suo 4-3-3.
Ma un peso decisivo sembra averlo avuto soprattutto la reazione del tifo viola, espressa con forza a suon di cori nell’ultima partita casalinga, quando i tifosi hanno chiesto a gran voce alla dirigenza l’esonero di Grosso.