Una nuova causa giudiziaria riporta al centro il tema dell’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e dei rischi legati ai consigli medici forniti dai chatbot. Secondo quanto riportato dal New York Times, i genitori di Bowen Wan, ingegnera informatica di 31 anni, morta a Seattle nel febbraio 2026, hanno intentato una causa contro OpenAI e il suo amministratore delegato, Sam Altman. Nella denuncia, la famiglia sostiene che il modello linguistico GPT-4o abbia fornito alla donna indicazioni per ridurre progressivamente e poi interrompere l’assunzione di un farmaco antiepilettico, incoraggiandola anche a nascondere il piano ai medici che la seguivano.
Il quotidiano statunitense ha esaminato oltre 270mila messaggi scambiati dalla donna con ChatGPT tra il 2023 e l’inizio del 2026, presenti negli atti degli avvocati della famiglia e che sono già stati depositati in tribunale. Affetta da una grave forma di epilessia e preoccupata per gli effetti collaterali cognitivi del trattamento, soprattutto in vista di colloqui di lavoro, la donna avrebbe chiesto al sistema indicazioni per ridurre il dosaggio giornaliero di lamotrigina, inizialmente pari a 400 milligrammi, fino ad azzerarlo completamente.
Secondo quanto ricostruito dal New York Times sulla base delle conversazioni, il chatbot avrebbe elaborato programmi per ridurre gradualmente il dosaggio, suggerendo anche di modificare autonomamente le compresse. La denuncia sostiene inoltre che il sistema avrebbe minimizzato i sintomi neurologici manifestati dalla donna, descrivendoli come normali reazioni di adattamento. Nonostante Wan avesse espresso preoccupazioni per la propria salute in almeno 158 occasioni, il chatbot avrebbe continuato a incoraggiarla a proseguire il percorso di sospensione, mettendo in discussione le cautele dei medici e descrivendole come dettate da un’eccessiva avversione al rischio.
ChatGPT e la morte di una 31enne: i genitori fanno causa a OpenAI per i consigli sui farmaci
Secondo gli atti giudiziari e le ricostruzioni giornalistiche, Wan sarebbe morta il 12 febbraio 2026, mentre il suo corpo è stato ritrovato nella sua abitazione due giorni dopo. La documentazione citata dai media riferisce che il medico legale ha attribuito il decesso alla cosiddetta morte improvvisa e inaspettata nell’epilessia (SUDEP). La famiglia sostiene che la riduzione del farmaco e le indicazioni ricevute da ChatGPT abbiano contribuito alla morte della giovane, ma il nesso causale contestato nella causa dovrà essere valutato in sede giudiziaria.
La denuncia contesta a OpenAI, tra le altre cose, la fornitura di consigli medici senza autorizzazione e le carenze nella progettazione e nelle misure di sicurezza del sistema, accusato di aver assecondato le richieste della donna anziché indirizzarla verso un professionista sanitario.
Un portavoce di OpenAI ha espresso cordoglio alla famiglia, definendo la vicenda “estremamente dolorosa” e precisando che il caso riguarda una versione precedente di ChatGPT, non più disponibile. GPT-4o è stato ritirato da ChatGPT il 13 febbraio 2026. L’azienda ha inoltre dichiarato che i modelli più recenti sono maggiormente capaci di riconoscere le situazioni in cui è necessario rivolgersi a un professionista o richiedere assistenza urgente.