Martedì sono state le primarie, ieri il programma. Spetta sempre a Giuseppe Conte il compito di mettere pressione sugli alleati del campo largo, provando ad accelerare per evitare – come ha detto lui stesso – di fare un regalo a Giorgia Meloni dandole mesi di vantaggio in campagna elettorale. Sulle primarie una prima risposta arriva da Nicola Fratoianni, leader di Avs, ma non è quella attesa: a Start, su SkyTg24, spiega che del funzionamento delle primarie se ne disinteressa perché la priorità “è la definizione del programma e del profilo della coalizione”.
Poi si può parlare di primarie, solo a quel punto Avs deciderà cosa fare: per ora nessuna scelta tra Conte ed Elly Schlein perché “se non partecipiamo non partecipiamo, se partecipiamo ci sarà la candidatura di Avs”. Di certo, “non è che ci mettiamo a fare la ruota di qualcuno”. Ora bisogna guardare al tavolo di venerdì, quando si aprirà il primo confronto tra i leader sul programma. Anche se il rischio, concreto, è che sia più formale che sostanziale, senza nessun concreto passo avanti.
Campo largo, on solo il confronto sul programma: resta l’incognita del centro
Chi ha fretta, e lo dice chiaramente, è Conte: “Ogni giorno è tardi”, risponde sul tema. E anche sulle primarie ribadisce che bisogna fare “velocemente”, ma comunque viene “prima il programma”. “Francamente – incalza ancora il leader dei 5 Stelle sferzando gli alleati – questa attesa deve finire, noi siamo pronti da tempo, abbiamo invitato le altre forze”. Resta poi l’incognita del centro. Anzi, dei centri, perché resta la frammentazione e di certo manca un leader unitario. E anche il voto in capigruppo sul gruppo di +Europa lo dimostra.