Dopo i numerosi incidenti in cui bot basati sull’intelligenza artificiale (IA) avrebbero condotto attacchi autonomi contro diversi siti e piattaforme online, emergono anche presunti tentativi di influenzare il sistema mediatico riconducibili ad attori legati alla Russia e all’Iran. A renderlo noto è OpenAI, l’azienda fondata da Sam Altman, che ha annunciato di aver bloccato due operazioni di influenza, una riconducibile alla Russia e l’altra all’Iran. Entrambe utilizzavano ChatGPT per sostenere campagne di influenza occulta: quella iraniana si serviva di false identità giornalistiche per pubblicare articoli online, mentre quella russa avrebbe coinvolto persone inconsapevoli nella gestione di un centro studi utilizzato per diffondere messaggi geopolitici e screditare l’Ucraina in America Latina.
Come si legge nel blog ufficiale di OpenAI, ChatGPT sarebbe stato utilizzato per produrre contenuti destinati a campagne di influenza e a veicolare messaggi legati a conflitti internazionali, in particolare alla guerra tra Stati Uniti e Iran e alla guerra in Ucraina. Secondo l’azienda, le due operazioni combinavano strumenti di intelligenza artificiale con tecniche tradizionali di propaganda e disinformazione.
Stando a quanto riferito da OpenAI, l’operazione di origine iraniana coinvolgeva sette profili di presunti giornalisti che si spacciavano per cittadini di Paesi occidentali, soprattutto statunitensi. Queste identità venivano utilizzate per preparare e proporre articoli di approfondimento a testate online di tutto il mondo.
Propaganda e intelligenza artificiale, OpenAI blocca due operazioni: coinvolte Russia e Iran
“Abbiamo individuato quasi 100 articoli pubblicati o diffusi a nome di queste identità fittizie su circa una dozzina di testate online a livello globale”, ha riferito OpenAI, precisando che si trattava di “testate di piccole e medie dimensioni, generalmente incentrate su affari internazionali, geopolitica ed eventi in Medio Oriente”.
Una delle identità fittizie, quella di “Ervin B. Hoskins”, si presentava nella propria biografia come “uno scrittore freelance americano” e disponeva di account su piattaforme come X e Instagram. Secondo le schermate condivise da OpenAI, le informazioni sulla trasparenza dell’account X indicavano una connessione tramite l’app Android dell’Asia occidentale, mentre quelle relative a Instagram segnalavano l’Iran come località dell’account.
Per quanto riguarda l’operazione riconducibile alla Russia, sarebbero state coinvolte persone inconsapevoli in America Latina, incaricate di gestire un centro studi denominato Social Research Center (SRC). Secondo OpenAI, la struttura sarebbe stata utilizzata come copertura per attività di influenza clandestina, con l’obiettivo di danneggiare la reputazione dell’Ucraina nella regione e tentare di condizionare gli orientamenti politici locali.